Cultura

Storia serinese
Dal dodicesimo secolo d.C. ad oggi, passando dalla dominazione veneta

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Attività lavorative

Bosco Valle SerinaLe attività lavorative degli avi Serinesi erano legate alla caratteristiche del territorio in cui vivevano. il paese, incastonato in un paesaggio alpestre, ricco di boschi, prati, fiancheggiato dal corso del torrente Serina, offriva alla gente del posto condizioni favorevoli per la loro sopravvivenza. La presenza dei boschi permetteva agli abitanti di fruirne del bene primario: la legna. Molti si dedicavano all’attività del boscaiolo e il legname ricavato veniva utilizzato come legna da ardere o come legna da opera. Nacquero le prime segherie per la lavorazione del legname, utilizzato anche per la costruzione delle abitazioni. Per il funzionamento delle stesse veniva sfruttata l’acqua del torrente attraverso i mulini. Erano sorti dei mulini anche per macinare il grano, in quanto, nei pur magri terreni i Serinesi con la loro dedizione e determinazione, erano riusciti nella coltivazione del granoturco.

La presenza di prati consentiva l’allevamento di animale (fonti primarie di cibo) come capre, pecore, mucche maiali polli e conigli. L’allevamento delle pecore dava seguito ad altre attività praticate sia dagli uomini che dalle donne: la tosatura, la filatura, la lavorazione ed infine l’utilizzo della lana.

Un’altra attività molto importante per Serina fu quella legata alle fucine dove il ferro, scaldato sul fuoco, veniva lavorato e modellato, utilizzando incudine e martello e venivano realizzati: attrezzi da lavoro, lumi, armi e chiodi. Questa attività era maggiormente praticata nel periodo invernale in quanto in primavera e in estate gli uomini emigravano. La produzione di chiodi aveva molta importanza e valore per Serina, poiché impiegava molti uomini e ragazzi dai 12 anni in su. Producevano dai 1000 chiodi (un ragazzo) ai 2000 pezzi (un adulto) al giorno, ed erano di vario tipo: chiodi per zoccoli, chiodi per ferro di cavallo o mulo, chiodi per inchiodare travi e assi. In parte erano utilizzati in paese, ma una grande quantità veniva portata in città ed erano venduti.

Era un’attività di notevole rilevanza tanto che i Serinesi ebbero l’appellativo di “CIODAROI” cioè fabbricatori di chiodi.

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