Cultura

Storia serinese
Dal dodicesimo secolo d.C. ad oggi, passando dalla dominazione veneta

Indice articoli

Altri personaggi da ricordare

Cardinal Felice Cavagnis:

Cardinale Felice CavagnisOriginario di Passoni, frazione di Cornalba, distante non più di 5 chilometri da Serina, trascorse nel nostro paese gran parte della suo tempo lontano da Roma. Il Cardinale Cavagnis è stato figura di spicco del clero bergamasco ed ha partecipato al conclave del 1902 per l’elezione di Papa Leone X. Le sue spoglie sono conservate nella Chiesa Parrocchiale.

 

 

Enrico Scuri:

Celebre artista, originario di Serina già direttore dell’Accademia Carrara nella seconda metà dell’ottocento

Don Eugenio Bussa:

Don Eugenio BussaUn’importante vicenda della storia lascia traccia della solidarietà di un grande uomo che vedrà come protagonista il nostro convento di Serina… Don Eugenio Bussa.

Don Eugenio Bussa è nato il 3 settembre 1904 a Milano nella popolare Isola, nella casa situata in Via Federico Confalonieri 11. Suo padre, Gaudenzio Bussa e sua madre, Maria Coldesina, a causa della povertà, erano emigrati dalla campagna di Vespolate in provincia di Novara. Il 29 gennaio 1907, ventiquattrenne, morì Maria, la mamma di Eugenio. Nel 1908 il padre di Eugenio, Gaudenzio, sposò in seconde nozze Antonietta Miglio. Eugenio ebbe sempre vicina la mamma adottiva che collaborò al suo ministero fino a quando morì nel 1957. Nell'anno 1909, nacque la sorella di Eugenio, Maria, che sostenne sempre, assieme al marito Alfredo, il fratello sacerdote specialmente dopo la morte della madre Antonietta. Eugenio maturò presto la vocazione al sacerdozio e nel 1916 entrò in seminario. Il padre, operaio verificatore delle Ferrovie dello Stato non riusciva a mantenere il figlio agli studi. Antonietta, la madre, per permettere al figlio Eugenio di diventare sacerdote, lavorò come domestica, quindi come operaia in una fabbrica di lucido da scarpe, e la sera ricamava i poggiatesta per i sedili di 1ª Classe delle Ferrovie dello Stato.

Il 2 giugno 1928 Eugenio fu ordinato sacerdote dall'arcivescovo cardinale Eugenio Tosi nel Duomo di Milano. Il 28 ottobre 1928, Don Eugenio fu nominato vice direttore del Patronato Sant'Antonio nel suo quartiere, l'Isola Garibaldi. Si dedicò alle opere di carità nel Patronato Sant'Antonio: aiutava le famiglie bisognose, si dedicava all'assistenza degli ammalati, all'oratorio, e aiutava i disoccupati nella ricerca di un posto di lavoro. Il 14 giugno 1936 fu consacrata dal cardinale Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, la nuova chiesa del Sacro Volto, alla costruzione della quale don Eugenio dedicò gran parte della sua energia.

Il 10 giugno 1940 l'Italia entrò in guerra. Quasi 120 giovani del Patronato di Sant'Antonio partirono per il fronte e diciassette fra loro non torneranno più. Per tutta la durata della guerra don Eugenio seguì costantemente i ragazzi del suo oratorio scrivendo ad essi regolarmente e ricevendone risposta. Di ognuno di essi custodiva la fotografia con i dati anagrafici e l'indirizzo di Posta Militare. Ma la guerra non fu vissuta solo al fronte e Milano pagò un prezzo alto. Molte case del Quartiere Isola furono distrutte. Nel febbraio del 1943, a Serina, Val Brembana, don Eugenio aprì una casa di sfollamento per i bambini del rione le cui famiglie non potevano lasciare la città. Nella casa di Serina furono ospitati molti bambini ebrei ai quali non fu proposta la religione cattolica. Per questo motivo a don Eugenio Bussa, nel 1990, fu assegnata la medaglia di Giusti tra le Nazioni e un albero gli è dedicato a Gerusalemme. Nell'agosto del 1943 i bombardamenti sconvolsero Milano e il Patronato di Sant'Antonio fu duramente colpito. L'8 settembre 1943 arrivò l'annuncio dell'armistizio. Alla guerra ancora violentemente in atto tra tedeschi e forze alleate si aggiunse la guerra di liberazione nazionale che in molti aspetti si configurò in una vera e propria guerra civile. Don Eugenio protesse, nascondendoli, molti giovani del Patronato evitandone così la deportazione in Germania. Don Eugenio protesse anche molti ebrei e per una notte nascose anche Ferruccio Parri, primo Presidente del Consiglio Italiano del dopoguerra. Anche don Eugenio fu arrestato e rischiò la deportazione, ma a seguito delle dimostrazioni dei suoi parrocchiani e dell'intervento del Cardinale Ildefonso Schuster fu liberato dopo tre giorni di detenzione e interrogatori. Il 25 aprile arrivò il giorno della liberazione. Don Eugenio questa volta scese in campo per difendere i fascisti dalle esecuzioni sommarie, senza processo[10]. Nonostante il suo intervento tre persone furono messe al muro e fucilate con numerose scariche di mitra proprio davanti all'Oratorio in Piazza Minniti all'Isola. Nel muro dell'Oratorio restarono evidenti i segni causati dalle pallottole e don Eugenio ordinò che non fossero fatte riparazioni, ma che quei segni restassero come memoria di quanto era accaduto. A guerra finita don Eugenio lavorò per la ricostruzione del quartiere Isola], del Patronato e dell'Oratorio. È morto improvvisamente il 29 gennaio 1977, a Milano Isola, nella parrocchia del Sacro Volto. Migliaia di persone parteciparono ai suoi funerali.

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