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Le ultime notizie dalla Proloco di Serina

Ciao sono Faverio Riccardo e con il mio amico Donatello Rota domenica 12 luglio proveremo ad abbassare il record del sentiero delle Orobie occidentali numerato come 101.Il record di 12h22' sui circa 75km e 5000 m di dislivello positivo appartiene alla coppia Baldaccini/Belotti x questo anche noi vogliamo farlo in questo modo.

L'idea è nata nei primi giorni di lockdown visto che la stagione da subito si prospettava difficoltosa perciò era molto più facile programmarla e nn provare tanto per.......... ciò mi ha permesso di fare numerose "ispezioni" sul percorso scoprendo così uno splendido itinerario sulle nostre Orobie.Orann mi resta che farlo.ciaooooo Ricky

Avendo trascorso tutte quelle settimane rinchiusi in quattro mura, c’è tempo per pensare a noi stessi, alle nostre passioni, c’è tempo per focalizzare la nostra attenzione su ciò che ci sta a cuore e per metabolizzare le nostre idee.

 

C’è chi pensa che cambierà il divano.

Chi, invece, pensa a come incanalare le proprie forze ed energie in un obbiettivo ben chiaro. 

Chi raccoglie un guanto di sfida lanciato nel lontano 2003 da due pionieri. 

Chi è in grado di saper trasformare ogni situazione in occasione! 

È quindi, alla Carica! Carica al 101! Ma veniamo al dunque.

Due Atleti (pochi sono doppi di questi!), un sentiero nel cuore le Orobie, un tempo da battere. 

Non potevamo che acclamare l’iniziativa perché ne è parte un nostro compaesano. Ma non uno qualunque.

Lui è Riccardo Faverio classe ‘69, il Riky, il Riccardino, ex ciclista professionista convertito alla skyrunning. Lo si vede tutto l’anno che parte da Vicolo Molino, che ci sia brutto, bello, caldo freddo, nebbia o ghiaccio. Perché gli atleti non si fermano. Per noi di Serina è un orgoglio, è Animale Sacro per i corridori, è stimolo e punto d’arrivo. È lui il primo che (a 49 anni!) ha domato il Mostro (Skyrace MAGA), che è salito sul gradino più alto del podio nella gara di casa, sulle nostre montagne. Da pelle d’oca soltanto a pensarci! Ed è proprio lui, con Donatello Rota, che tenteranno di sfondare il record. 

Una persona normale, con due gambe e due braccia, dovrebbe prendersi una settimana di ferie per percorrere la traccia in questione e se volete seguire le orme di questi signori, ecco il percorso.

La sfida del duo Maestro Ricky-Donatello si svolge lungo il Sentiero delle Orobie Occidentali, per buona parte identificato con il leggendario numero 101, attraversando in senso orario la quasi totalità dell’Alta Valle Brembana per un totale di circa 75 km e 5000 D+. Il percorso ha tutte le caratteristiche tipiche di un’alta via alpina accarezzando dall’alto i confini con le province di Lecco e di Sondrio, e regalando preziosi scorci sul vicino Gruppo delle Grigne, sulle frastagliate perle della Val Masino, sul Monte Disgrazia, sul Gruppo del Bernina e sul cuore delle severe Orobie Centro-orientali.

Il sentiero 101 parte rigorosamente dal Lago di Cassiglio inerpicandosi su ripidi pendii al di sotto delle strapiombanti pareti nord-ovest del Monte Venturosa fino al Passo Baciamorti, da qui prosegue lungo l’affascinante spartiacque erbosa tra Val Stabina e Val Taleggio toccando le cime del Pizzo Baciamorti e Monte Aralalta, per poi sfociare alla Bocchetta di Regadur sopra i Piani d’Alben e proseguire comodamente in direzione ovest sfiorando i pendii del Monte Sodadura e più avanti i calcarei contrafforti dello Zuccone Campelli e dello Zucco Barbesino. Dopo aver attraversato la silenziosa Valle dei Mughi sconfina di poco in provincia di Lecco giungendo ai verdi prati dei Piani di Bobbio, per poi proseguire in direzione nord verso il Passo di Gandazzo e l’aereo Passo del Toro lungo l’erboso crinale di confine arrivando al Rifugio Grassi.

Da questo punto le uniche direzioni da seguire sono est e nord-est. Dal Rifugio Grassi si percorre il poetico crinale del Pian delle Parole aggirando poi i versanti meridionali del Pizzo Tre Signori sino ad arrivare alla testata della Valle d’Inferno. Proseguendo sempre verso est si affronta la cresta del Giarolo e dopo un nervoso saliscendi e dopo aver scavalcato diverse bocchette si giunge al Rifugio Benigni.

Dal Rifugio si scende il celebre canalino e si prosegue verso il Passo di Salmurano con vista sulla sottostante Conca di Pescegallo, si continua su un crinale arrivando nella parte superiore del largo pianoro dei Piani dell’Avaro. Costeggiando il monte Ponteranica si scende fino al Pian dell’Acqua Nera e in breve si risale fino al Rifugio Cà San Marco, già casa cantoniera ai tempi di Alvise Priuli.

Raggiunto a quota 2000 m il Passo San Marco si sconfina per un breve tratto in Valtellina, si prende la traccia al di sotto del versante nord del Pizzo Segade in direzione della Bocchetta D’Orta e poi, tramite un canalino erboso, si ridiscende sul lato brembano. Giunti al Passo della Porta si attraversa il pianoro dell’Alpe Azzaredo dove sono presenti il Rifugio Balicco e il Bivacco Zamboni, scollinando poi la costola del Monte Azzaredosi prosegue a mezzacosta fino a raggiungere la Forcella Rossa con vista sulla meravigliosa conca di San Simone.

Dopo essere scesi su morbidi pendii erbosi fino alla Baita del Camoscio, si prosegue in graduale salita fino all’importante Passo di Tartano dove termina la numerazione 101 presente dalla partenza. Una volta scesi nella conca del Porcile, alla testata della Val Tartano, per giungere alla vicina Foppolo ci sono due alternative: scollinare in direzione sud-est al Passo del Porcile e seguire il sentiero 201 fino alle frazioni di Piano e Tegge, oppure rimanere sul versante valtellinese addentrandosi nella selvaggia Valle dei Lupi risalendo fino all’omonima bocchetta e scendendo poi fino al Rifugio Dordona. Da lì, riguadagnando quota fino al Passo Dordona, in breve si raggiungono le verdi piste da sci di Foppolo.

Al Passo della Croce si entra nel territorio di Carona per affrontare l’ultimo tratto della lunga cavalcata brembana. Si attraversa a mezzacosta la Conca Nevosa sotto le pareti del Corno Stella e del Monte Chierico, dopo essere scollinati in Val Sambuzza si prosegue lungo il frequentato sentiero/carrareccia Enel che porta con un ultimo guizzo al Rifugio Calvi o al Rifugio Longo. È possibile concatenare i due rifugi passando dal Passo della Selletta e dai verdi pendii della Val Camisana, oppure più brevemente scendendo ai pascoli dell’Armentarga. Insomma, si tratta di una vera e propria traversata Orobica.

Per chi volesse partecipare, essendo la partenza alle 04.30 da Cassiglio, il cancello di arrivo si prevede verso le 16.00 al Rifugio Calvi! 

Ce la faranno i nostri altleti?Sarà record?

Non possiamo che augurarvi buona fortuna. 

Alè Ricky! Alè Donatello!

Un ringraziamento particolare a Matteo Salvi per la descrizione impeccabile del percorso.

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