Cultura

Storia serinese
Dal dodicesimo secolo d.C. ad oggi, passando dalla dominazione veneta

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Fontana Veneta SerinaSerina detiene un bagaglio storico molto antico ed importante, decisamente raro per un paese di montagna ed ancora oggi le testimonianze storico-artistiche ne fanno un piccolo gioiello incastonato tra i monti bergamaschi. Tradizionalmente, i primi insediamenti si pensano ubicati nella zona nord, verso il monte Vaccareggio e nella valletta del Budro, dove l’attività mineraria era ben sviluppata fin dai tempi dei romani. 

La prima fonte storica che cita Serina risale al dodicesimo secolo. Ci sono molte teorie sulla fondazione di Serina, alcune più fantasiose ed altre più verosimili, tradizionalmente si racconta che siano stati due fratelli alemanni: uno, il Ceronio, si fermo' nella località dove ora sorge Lepreno; l'altro, un certo Carrerio, diede inizio all'insediamento di Serina; una contrada ancora lo ricorderebbe: quella detta Carrera. Di certo si sa che dal primo casato serinese dei Carrara ebbero discendenza tre famiglie: i Carrara, sistematesi nella zona odierna Via Carrera; i Valle, i quali si erano dislocati nella zona più a nord, vicino alla valle appunto. Infine abbiamo i Tiraboschi che si spostarono a sud dove il territorio non era altro che selva abitata da cervi, lupi e orsi.
Da questi tre casati sono usciti i personaggi più rinomati di Serina, siano essi nativi od originari: il più famoso è certamente Giacomo Nigretti della Valle detto “Palma il Vecchio” (il cui approfondimento si trova nella sezione “Arte” del sito ). Dopo di lui, il nipote, suo omonimo, Palma il Giovane, contribuì ulteriormente alla fama dei “Palma” .

Dalla famiglia Tiraboschi nacque l’abate Gerolamo, prof. di Storia e filosofia unanimemente riconosciuto come il maggior storico della letteratura italiana del settecento. La sua opera somma “Storia della letteratura italiana” concepita 150 anni prima dell’unita’ d’Italia, fu tradotta in tutte le lingue europee e lui stesso venne insignito di onori dalle maggiori università contemporanee. Finì i suoi giorni a Modena quale rettore della locale Università e Biblioteca.
Dalla famiglia Carrara, discende il Conte Giacomo Carrara, insigne uomo di cultura che donò alla città di Bergamo una vastissima raccolta artistica fondando uno dei più importanti musei d’Italia: l’“Accademia Carrara”.
Questi sono solo tre dei personaggi più importanti di Serina, ma altri potrebbero essere elencati:

  • Giovanni Pietro Tiraboschi Bombello
  • Guidone Carrara filosofo, ma soprattutto medico tra i più importanti del quattrocento,
  • l'abate Gerardo Carrara fondatore e primo docente di teologia alla Sorbona di Parigi e poi vescovo di Savona, morto in stato di santità ed alzato agli onori degli altari come Beato.

Via MercatorumLe prime informazioni di Serina si fanno risalire, coem già detto, al XII secolo, ma non sono le più antiche notizie riguardanti la valle. Il primo nucleo abitativo organizzato del territorio comunale è la frazione di Lepreno, che per alcuni secoli fu centro religioso e commerciale direttamente dipendente dalla Plebania della vicina Dossena, il paese più antico dell’intera Valle Brembana. Dalla fine del XV secolo, sicuramente perché attraversata dall’antica Via Mercatorum (vedi sentiero Via Mercatorum: Serina-Passo della Crocetta) che collegava Bergamo ai Grigioni Svizzeri attraverso il passo di Aviatico ed il Passo di Verrobio, Serina vide un notevole sviluppo urbanistico e demografico che la portò in breve tempo, ad essere il più popoloso ed importante paese montano della bergamasca. Serina, come tutto il bergamasco, per circa un secolo subì vari cambi di governo, fra cui anche la signoria dei Visconti di Milano. Successivamente dal 1434 al 1797 (circa 350 anni) Serina ufficialmente divenne una dominazione Veneta. Il governo della Serenissima divise il bergamasco in vari territori e Serina divenne il capoluogo della Valle Brembana superiore e quindi sede di un Vicario. Questo periodo fu molto florido e rappresentò  una parentesi felice nella storia della valle. Molti Serinesi decisero di andare a Venezia per trovare lavoro e migliorare le proprie condizioni di vita. A ricordo di questa epoca di benessere generale restano numerose e importanti testimonianze culturali, fra cui la casa del Vicario, le fontane venete e numerosi affreschi. Nel 1797 tutto il territorio italiano finì sotto il controllo francese e questa epoca rappresenta per Serina una ferita aperta in quanto gran parte del patrimonio artistico accumulato negli anni fu requisito per finanziare le campagne napoleoniche.  Dopo la caduta dell'Impero francese, secondo quanto stabilito dal Trattato di Vienna, tutto il territorio precedentemente appartenuto alla Serenissima fu annesso all'Impero Austro-Ungarico. Da qui poila storia di Serina si intreccia con il Risorgimento italiano e la successiva Unità d'Italia.


Lo Stemma

Stemma di SerinaLo stemma di Serina è rappresentato da una Sirena bicaudata contornata da tre stelle, la tradizione vuole che le tre stelle rappresentino i tre casati più importanti e la sirena sia una metafora indicante l'abitato. Questo stemma è spesso utilizzato dalla famiglia Carrara congiuntamente alla botte (vero stemma del casato) posizionato nella parte inferiore. I colori di Serina sono il blu e il giallo che si rifanno ai colori dello stemma.


La Religione

Chiesa Parrocchiale di SerinaLa popolazione serinese è sempre stata molto religiosa e credente nella provvidenza divina che esprimevano con una fervida devozione e una convinta ricorrente preghiera, fondamento della popolazione nella quotidianità, ma soprattutto sostegno nei momenti di grave difficoltà (malattie, carestie e guerre). La fede della popolazione si è manifestata nella costruzione di importanti edifici di culto, nei quali vi sono importanti opere d'arte della scuola veneta. Fra tutte i quadri dei pittori serineri Palma il Vecchio e il Giovane.

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Attività lavorative

Bosco Valle Serina L'attività lavortiva a Serina era divisa in tre gruppi:

  • attività associate allo sfruttamento dell'energia idrica, ad esempio i mulini per la macina del grano o le fucine per la produzione di chiodi, da cui Serina prende il suo scotöm (il tipico soprannome con cui scherzosamente si identiificano gli abitanti dei vari paesei): i ciödaroi ( fabbricanti di chiodi);
  • attività associate all'allevamento e più in generale nei pascoli e nei boshi; su tutte l'allevamento dei bovini, ancor oggi ben presente, la produzione del pano gorsso bergamasco e l'attvità di taglio boschi.
  • attività associate alla Via Mercatorum, il commercio.

 


Altri personaggi da ricordare

Cardinal Felice Cavagnis:

Cardinale Felice CavagnisOriginario di Bordogna, frazione di roncobello, da una famiglia di Passoni. Trascorse nel nostro paese gran parte del tempo libero dagli impegni romani. Il Cardinale Cavagnis è stato figura di spicco del clero bergamasco ed ha partecipato al conclave del 1902 per l’elezione di Papa Leone X. Le sue spoglie sono conservate nella Chiesa Parrocchiale.

 

 

Don Eugenio Bussa:

Don Eugenio BussaUn’importante vicenda della storia lascia traccia della solidarietà di un grande uomo che vedrà come protagonista il nostro convento di Serina… Don Eugenio Bussa.

Don Eugenio Bussa è nato il 3 settembre 1904 a Milano. Il 2 giugno 1928 Eugenio fu ordinato sacerdote dall'arcivescovo cardinale Eugenio Tosi nel Duomo di Milano.

Il 10 giugno 1940 l'Italia entrò in guerra. Quasi 120 giovani del Patronato di Sant'Antonio partirono per il fronte e diciassette fra loro non torneranno più. Nel febbraio del 1943, a Serina, don Eugenio aprì, presso il Convento, una casa di sfollamento per i bambini del rione le cui famiglie non potevano lasciare la città. Nella casa di Serina furono ospitati molti bambini ebrei ai quali non fu proposta la religione cattolica. Per questo motivo a don Eugenio Bussa, nel 1990, fu assegnata la medaglia di Giusti tra le Nazioni e un albero gli è dedicato a Gerusalemme. Dopo l'armistizio, don Eugenio protesse, nascondendoli, molti giovani del Patronato evitandone così la deportazione in Germania. Don Eugenio protesse anche molti ebrei e per una notte nascose anche Ferruccio Parri, primo Presidente del Consiglio Italiano del dopoguerra. Anche don Eugenio fu arrestato e rischiò la deportazione, ma a seguito delle dimostrazioni dei suoi parrocchiani e dell'intervento del Cardinale Ildefonso Schuster fu liberato dopo tre giorni di detenzione e interrogatori. Il 25 aprile arrivò il giorno della liberazione. Don Eugenio questa volta scese in campo per difendere i fascisti dalle esecuzioni sommarie, senza processo. È morto improvvisamente il 29 gennaio 1977, a Milano Isola, nella parrocchia del Sacro Volto. Migliaia di persone parteciparono ai suoi funerali.

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